Bando Metalmeccanica Veneto 2026: fino a 20.000 euro per la sicurezza dei macchinari

Un contributo fino all’80% delle spese rendicontate per sostituire o migliorare la sicurezza delle macchine ammesse. Domande entro il 22 ottobre 2026: ecco chi può partecipare e cosa verificare prima di presentare la richiesta.

Un vecchio macchinario da sostituire, protezioni da migliorare, sistemi di comando da rendere più sicuri: per le imprese metalmeccaniche del Veneto, il Bando Metalmeccanica 2026 può contribuire a finanziare questi interventi.

La misura, gestita da Azienda Zero, mette a disposizione 4 milioni di euro per progetti che migliorano la sicurezza dei lavoratori. Ogni impresa può ottenere fino a 20.000 euro a fondo perduto, nel rispetto dei requisiti e della graduatoria.

Prima di valutare il contributo, però, occorre verificare la macchina sulla quale si vuole intervenire. Non tutti i macchinari e non tutti gli acquisti rientrano nel bando.

Il bando in breve

Elemento Cosa prevede
Territorio Veneto
Beneficiari Imprese con attività prevalente o secondaria nei codici ATECO 2025 ammessi
Interventi Sostituzione o miglioramento della sicurezza delle macchine ammesse
Contributo Fino all’80% del rendicontato
Importo massimo 20.000 euro per impresa, IVA compresa secondo la formulazione del bando
Scadenza 22 ottobre 2026, ore 23:59
Selezione Graduatorie per territorio ULSS e fascia dimensionale
Pagamento In un’unica soluzione dopo la rendicontazione

Chi può partecipare

Possono presentare domanda le imprese che hanno sede legale, sede operativa oppure almeno un’unità locale in Veneto e svolgono un’attività prevalente o secondaria riconducibile ai codici ATECO 2025 elencati nell’allegato al bando.

Le attività individuate riguardano la fabbricazione di metalli di base, prodotti in metallo, macchinari e apparecchiature, autoveicoli, rimorchi, semirimorchi e altri mezzi di trasporto.

Per verificare l’ammissibilità bisogna confrontare il codice presente nella visura camerale con l’elenco ufficiale: la sola descrizione dell’attività come “metalmeccanica” non è sufficiente.

Non c’è un limite generale di 25 addetti per partecipare. Le imprese sono suddivise in due fasce:

  • fino a 25 addetti compresi, alla quale è riservato il 70% delle risorse di ciascuna linea territoriale;
  • oltre 25 addetti, alla quale è riservato il restante 30%.

L’impresa deve rispettare tutti i requisiti dell’articolo 4, sia alla domanda sia alla rendicontazione. Tra questi rientrano la regolarità fiscale e contributiva, l’assenza delle procedure e delle cause interdittive indicate, il rispetto degli obblighi applicabili sul collocamento mirato e, per le aziende con più di 50 dipendenti, sul rapporto periodico del personale maschile e femminile.

Devono essere verificate anche le condizioni relative agli aiuti di Stato, alla sana gestione finanziaria e all’assenza di conflitti d’interesse, frodi e corruzione.

Quali macchine e interventi sono finanziabili

Il bando ammette due principali tipologie di progetto.

Sostituzione e rottamazione di macchine non marcate CE

È ammessa la sostituzione di una macchina non CE con una nuova macchina di natura simile, accompagnata dalla rottamazione di quella sostituita.

La nuova macchina deve essere analoga alla precedente per denominazione generica, funzioni e caratteristiche tecniche. Un acquisto destinato a svolgere un’attività differente non può essere considerato automaticamente una sostituzione ammissibile.

La rottamazione deve essere documentabile.

Miglioramento o sostituzione di determinate macchine CE

Sono ammessi interventi su macchine prodotte in conformità alla direttiva 89/392/CEE, nel riferimento normativo indicato dal bando, immesse sul mercato:

  • prima del 29 dicembre 2009 a livello europeo;
  • oppure prima del 6 marzo 2010 a livello nazionale.

Per verificare l’accesso servono quindi la direttiva di conformità e la data di immissione sul mercato. L’anno di fabbricazione, da solo, può non bastare.

Tra i miglioramenti considerati nella valutazione rientrano interventi sulle protezioni degli elementi mobili, sui sistemi di comando, sulla prevenzione della caduta o proiezione di oggetti, sulla sicurezza delle operazioni di manutenzione e sulla riduzione dei rischi meccanici ed ergonomici.

Ogni progetto deve dimostrare il miglioramento di sicurezza ottenuto.

Gli interventi esclusi

Non sono ammessi:

  • ammodernamento o sostituzione di macchine semoventi con operatore a bordo;
  • ammodernamento o sostituzione di veicoli a motore di qualsiasi tipologia;
  • interventi su impianti non a bordo macchina;
  • acquisto di nuove macchine senza una sostituzione correlata;
  • ammodernamento o sostituzione di macchine conformi alla direttiva 2006/42/CE;
  • acquisto di soli accessori;
  • interventi su macchine senza documentazione formale di proprietà o possesso.

L’esclusione delle macchine conformi alla direttiva 2006/42/CE riguarda la macchina sulla quale si interviene o che si sostituisce. Non significa che la nuova macchina acquistata debba essere priva della conformità richiesta dalla normativa vigente.

Quanto copre il contributo

Il contributo arriva fino all’80% del rendicontato, con un massimo di 20.000 euro per impresa.

Il limite è complessivo, anche quando il progetto coinvolge più macchine, e non può superare l’importo delle spese preventivate o già sostenute indicate nella domanda.

Sono ammesse spese direttamente collegate all’intervento:

  • acquisto di beni;
  • attività di consulenti, progettisti o aziende esterne per realizzare il progetto.

La copertura di consulenza tecnica, assistenza e installazione è limitata al 20% dell’importo del contributo stesso. Con un contributo di 20.000 euro, la quota destinabile a queste voci è quindi al massimo di 4.000 euro.

Il bando indica gli importi come “IVA compresa”, ma non dettaglia il trattamento dell’IVA recuperabile: questo aspetto va verificato prima di definire il piano economico.

Il finanziamento non è cumulabile con altri finanziamenti pubblici per le stesse spese ammissibili ed è concesso in regime de minimis. Occorre quindi verificare anche la disponibilità dell’impresa e delle eventuali imprese collegate rilevanti come “impresa unica”.

Il pagamento avviene dopo la rendicontazione, senza anticipazione prevista dal bando. L’azienda deve disporre delle risorse necessarie per sostenere l’intervento prima dell’incasso del contributo.

Sono finanziabili anche interventi già realizzati?

Sì. Possono essere candidati interventi già realizzati nei 36 mesi precedenti la scadenza della domanda. Per gli interventi conclusi, la data di riferimento è quella della fattura presentata alla rendicontazione.

Gli interventi da eseguire devono essere realizzati entro 12 mesi dalla pubblicazione delle graduatorie. La documentazione per la rendicontazione deve essere presentata entro 15 mesi dalla loro pubblicazione sul sito di Azienda Zero.

Anche per un intervento già concluso restano da verificare tutti i requisiti: macchina, titolo di proprietà o possesso, spese, documentazione e assenza di altri finanziamenti pubblici sulle medesime spese.

Come presentare domanda

La domanda deve essere inviata entro il 22 ottobre 2026 alle ore 23:59, esclusivamente sulla piattaforma indicata da Azienda Zero.

Ogni impresa può presentare una sola istanza, scegliendo una sola linea territoriale ULSS e una sola fascia dimensionale.

La linea territoriale dipende dalla sede operativa o unità locale dove si trova la macchina interessata. Se le macchine sono distribuite in territori di ULSS diverse, l’impresa deve scegliere una sola linea.

I principali documenti obbligatori sono:

  • documento d’identità del soggetto che firma;
  • visura camerale aggiornata nei termini previsti;
  • documentazione di proprietà o possesso della macchina;
  • organigramma aggiornato delle figure della sicurezza;
  • relazione tecnica completa e firmata;
  • prova dell’assolvimento del bollo da 16 euro, salvo esenzione;
  • procura, quando necessaria.

Il bando ammette diverse alternative per documentare proprietà o possesso. La dichiarazione sostitutiva di possesso deve attestare almeno tre anni antecedenti la scadenza; per le macchine non CE è prevista anche una dichiarazione di proprietà quando manca il certificato.

Per titoli recenti o situazioni particolari è opportuno ottenere un chiarimento ufficiale prima della candidatura.

La procedura richiede una PEC e si completa con la generazione, la firma e il caricamento della scheda d’iscrizione. Compilare i campi senza caricare la scheda firmata non completa l’invio.

La relazione tecnica: il documento da preparare con più attenzione

La relazione deve descrivere ogni macchina interessata, identificarla e documentarla con fotografie, indicare attività svolte, ubicazione, intervento previsto e costi.

Deve inoltre contenere l’analisi del rischio prima e dopo l’intervento mediante una matrice Probabilità/Magnitudo.

La relazione tecnica è esclusa dal soccorso istruttorio: non bisogna fare affidamento sulla possibilità di completarla dopo l’invio.

Per le integrazioni sanabili e i chiarimenti richiesti dall’ente sono previsti termini di risposta molto brevi, pari a tre giorni lavorativi.

Come vengono selezionate le imprese

Le domande sono valutate mediante graduatorie distinte per territorio ULSS e fascia dimensionale.

Il punteggio considera dimensioni aziendali, condivisione del progetto, caratteristiche della macchina e dell’intervento, conformità alle norme tecniche e partecipazione al Piano Mirato di Prevenzione Metalmeccanica 2023.

La condivisione con RLS/RLST e parti sociali e la dichiarazione di un tecnico abilitato possono attribuire punti aggiuntivi, se documentate secondo il bando. Non aver partecipato al Piano Mirato di Prevenzione non impedisce l’accesso.

Il contributo non è automatico: la domanda deve risultare ammissibile e collocarsi in posizione finanziabile nella graduatoria di riferimento. L’ordine di presentazione interviene soltanto come ultimo criterio per risolvere ulteriori parità.

Rendicontazione e controlli

Per ricevere il contributo l’impresa deve documentare l’intervento e le spese nei termini, mantenendo i requisiti richiesti.

Deve predisporre le fatture e la documentazione pertinente alla rottamazione o alla sostituzione, secondo le indicazioni dell’ente.

Prima dell’erogazione sono previsti controlli a campione sul 5% delle imprese, con accesso nei locali aziendali. L’autorizzazione a questi accessi deve essere rilasciata già nella domanda.

Progetto, documentazione e intervento realizzato devono corrispondere.

Vuoi capire se il tuo intervento rientra nel bando?

La verifica parte dalla macchina e dal progetto: codice ATECO, direttiva di conformità, titolo di proprietà o possesso, intervento previsto e spese sono gli elementi che permettono di valutare l’ammissibilità.

Scrivi a Progetto Sviluppo indicando la sede in cui si trova la macchina, il tipo di macchinario, l’anno, l’intervento che vuoi realizzare e il costo previsto.

Se hai già una dichiarazione di conformità o un preventivo, segnalalo: potremo individuare gli aspetti da verificare e il percorso di assistenza adatto alla tua impresa.

Informazioni aggiornate al 6 ottobre 2026. Questa scheda sintetizza il bando; per la candidatura fanno riferimento il testo ufficiale, gli allegati e gli eventuali chiarimenti pubblicati dall’ente.

Vuoi capire se il tuo investimento è compatibile?

Prima di procedere, parti da tre informazioni: cosa vuoi migliorare, quali strumenti utilizzi oggi e quanto prevedi di investire.

Progetto Sviluppo ti affianca nell’analisi del bando e nella verifica preliminare dell’investimento. Se emerge una compatibilità, possiamo definire il percorso per la predisposizione della domanda e gli adempimenti successivi.

Il Radar Bandi di Progetto Sviluppo può aiutarti a individuare le opportunità da esaminare. È una fotografia del momento, non esaustiva: la presenza di una misura nel Radar non garantisce l’accesso all’agevolazione.

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